C’è un punto oltre… Oppure: Lo zen dell’essere persone migliori.

C’è un punto oltre. Un punto oltre il quale siamo troppo stanchi, troppo esasperati, troppo troppo per fare anche solo un passo in più. Un punto oltre, quando lo sforzo sembra più immane di qualsiasi altro sforzo. C’è un punto oltre il quale ci sembra di spezzarci, un punto che segniamo noi e che è insuperabile per le nostre forze. Quello è un punto che non vogliamo superare, pena la distruzione, la frammentazione di noi stessi e di ciò che siamo. Ecco c’è quel punto e poi c’è un punto oltre quel punto stesso, perchè è proprio questo che sorprende della vita: possiamo superare sempre qualsiasi cosa che ci sia mai sembrata insuperabile.
La bellezza dell’essere umano risiede anche in questo, ci adattiamo, magari non facilmente, ma lo facciamo anche inconsciamente. Così quel punto oltre passa al successivo punto oltre e così via senza una vera e propria fine.
La cosa più insopportabile, dicevano, è che non c’è nulla di veramente insopportabile. Possiamo sopportare tutto se lo vogliamo, ma sopportare non basta, sopportare è una forzatura. Nella vita bisogna accettare, confrontarsi e superare, pena la noia, la banalità, la stasi e la morte nel ritorno indietro e al passato.
Accettare è una delle fasi più complesse, accettare è difficile, accettare significa comprendere appieno qualcosa che non capiamo, che non ci piace, che non ci appartiene, renderla nostra in qualche modo trovandone una qualsiasi interpretazione e accettarla, così che non ci sia mai più d’ostacolo. Difficilissimo a volte quasi impossibile.
Confrontarsi non è molto più facile. Ci sono tanti ostacoli al confronto: la distanza, al differenza di visioni, di estrazione, di abitudini. Confrontarsi vuole dire spesso ammettere le proprie debolezze e anche i propri difetti e possibili errori, confrontarsi vuole dire anche darsi importanza e riconoscere i propri pregi. Il confronto è fondamentale per crescere, sempre, pena l’ottusità, l’ignoranza, la nullità.
Superare. Superare è quasi impossibile sul serio. Ci sono tante cose da superare nella vita. Bisogna superare situazioni di disagio, superare le proprie paure, superare il proprio ego e anche la propria superbia, superare la propria insicurezza e tutti quegli schemi imposti dalla cultura, dalla famiglia, dall’estrazione e dall’ignoranza e egoicità che comandano questo mondo. Spesso bisogna superare la stanchezza che deriva dal dover accettare, confrontarsi e superare.
Fosse facile fare tutto questo saremmo i migliori discepoli della disciplina Zen, ma non lo siamo e, probabilmente, non lo saremo mai, ma è anche vero che possiamo essere ancora persone migliori, belle persone.
Invece di urlare al vicino parliamogli con calma. Invece di criticare mettiamoci nei panni degli altri. Invece di affrontare il mondo come se fosse un unico grande nemico, affrontiamolo come se fosse una sfida sì ma per migliorarci, per essere più belli, più consapevoli, più veri e, non da ultimo, più capaci di amare noi stessi così come il prossimo.
Amatevi e, una volta che ci sarete riusciti, allora amate e lasciatevi amare come si deve.

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2 risposte a "C’è un punto oltre… Oppure: Lo zen dell’essere persone migliori."

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