Le mie lacrime per i bambini in Siria non sono abbastanza

Le mie lacrime per i bambini in Siria bombardati col gas nervino non sono abbastanza. Il groppo in gola che non riesco a scuotere mentre mi tornano in mente ossessivamente quei corpicini martoriati, non è abbastanza. Il mio dolore profondo per un’umanità che rimane indifferente a farsi selfie e parlare dell’ultima moda invece di difendere gli indifesi, non è abbastanza. Tutto quello che mi sento di poter fare per tutti i bambini che ogni giorno nel mondo soffrono per la guerra, la fame, l’ingiustizia e la cattiveria degli adulti, non è abbastanza.

I potenti sanno che a loro non toccherà mai. Nessuno prenderà i loro bambini nei letti la notte. Nessun gas impedirà ai loro figli e nipoti di respirare…

Nulla è abbastanza rispetto alla violenza che si perpetua nel mondo ogni giorno da anni, cieca alle tragedie del passato. Commemoriamo i morti dei regimi, delle religioni, delle stragi, li ricordiamo ma senza ricordare veramente. Ormai anche i giorni in memoria di una apocalisse come l’olocausto o le torri gemelle sono marketing, orpelli da esibire per governi e governanti. Chi è al potere è cieco e sordo alle urla di disperazione del mondo che sta morendo per la guerra, la fame, le malattie, la religione, le persecuzioni di razza o di genere. I potenti sanno che a loro non toccherà mai. Nessuno prenderà i loro bambini nei letti la notte. Nessun gas impedirà ai loro figli e nipoti di respirare, dandogli convulsioni e portandoli ad una morte orribile. Tutto questo a loro non succederà mai, le loro famiglie saranno perennemente al sicuro.

Centinaia di persone cercano ogni giorno di salvare gli indifesi. Associazioni grandi e piccole, persone comuni che sacrificano la loro vita nel nome della giustizia e di un futuro migliore. Appelli, donazioni, condivisioni per far conoscere la realtà cruda di tante persone nel mondo, possiamo contribuire ma che cos’altro possiamo fare?

Dite ai bambini che possono cambiare il mondo

Mai dire a un bambino che non può cambiare il mondo, perché così non ci proverà nemmeno. Invece quello che bisogna fare è dire ai bambini che possono cambiare il mondo, ai nostri figli, ai nostri nipoti, a quelli che incontriamo per caso nella vita. Un bambino che sa di poter cambiare il mondo è un adulto che lo cambierà. Non perdiamo nemmeno noi la speranza di poterlo fare. Combattiamo ogni giorno nel nostro piccolo perché il mondo che ci circonda sia più simile a quello che vorremmo. Non lasciamo passare nell’indifferenza la sofferenza degli altri perché ne abbiamo paura. Mettiamola sotto i riflettori perché solo così avrà abbastanza importanza da spingere chi può a fare qualcosa per porle fine. Condanniamo la violenza, fisica ma anche verbale. Condanniamo il razzismo, i “tutti a casa loro”, condanniamo la cattiveria che l’essere umano è capace di compiere verso un altro essere umano. Sentiamoci sempre i primi presi in causa di fronte alle tragedie, perché domani potrebbe succedere a casa nostra. Pensiamo sempre che domani quelli potrebbero essere i nostri bambini, i nostri parenti, i nostri amici, morti per il gioco dei potenti e la loro volontà di potenza. Celebriamo la pace, l’uguaglianza, la fratellanza, l’amore e difendiamo chi non può farlo da solo. Difendiamoli sempre. E non smettiamo mai sperare in un futuro migliore per questo mondo e questa umanità.

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